Horner si complimenta con la Williams: il motivo è incredibile

I movimenti di mercato stanno animando il paddock della F1. L’ultima mossa della Williams ha conquistato addirittura il boss Red Bull Horner.

Il caso di Logan Sargeant farà storia. Sì, perché nessun pilota era mai stato ingaggiato e annunciato prima ancora di ottenere la superlicenza per correre nel Circus. Ed invece al corridore americano è toccato questo onere/onore. Motivo per cui, nell’ultimo round della F2 in programma ad Abu Dhabi dovrà dare il massimo, se vorrà completare il tutto con la classica ciliegina sulla torta. Christian Horner (LaPresse Foto)Christian Horner (LaPresse Foto)

Attualmente terzo della generale alle spalle di Felipe Drugovich e Theo Pourchiare, il 21enne ha talmente convinto il boss di Grove Jost Capito, da strappargli un contratto in bianco, se così possiamo dire. L’annuncio è arrivato durante il weekend di Austin. E certamente non è stato fatto a caso. Al di là della scelta del luogo, ovvero la patria del pilota, a convincere l’ex dirigente Volkswagen nel WRC è la quasi certezza che a Yas Marina il driver di Florida porterà a compimento il suo dovere.

Horner plaude alla Williams: ecco il perché

In un Circus sempre più a trazione a stelle e strisce, mentre ancora si attende di sapere quale sarà il destino del promettente Colton Herta, o del messicano cresciuto in Texas Pato O’Ward, ad oggi entrambi nel radar McLaren. L’ultima della classe ha dunque battuto tutti sul tempo. Ricevendo pure i complimenti del team principal della Red Bull Christian Horner. Scuderia che nel suo vivaio vanta alcuni nomi provenienti dal Nuovo Continente.

“E’ una notizia fantastica. E’ chiaro che la F1 stia crescendo negli Stati Uniti e che c’è molto interesse. Personalmente mi sono recato a Las Vegas di recente, e vedere cosa stanno organizzando per la corsa dell’anno prossimo, e l’entusiasmo della gente, mi fa sostenere che sia giusto che abbiano un loro corridore in griglia“, ha dichiarato rimarcando tuttavia l’importanza della qualità dell’atleta. “Non basta essere Brad Pitt. Bisogna aver ottenuto dei successi“, le sue parole.

La questione della provenienza è diventata cruciale sebbene nessuno abbia voglia di ammetterlo. D’altronde Liberty Media è americana, i GP organizzati su quel territorio sono  tre e lo stesso calendario serrato prende esempio da NASCAR ed Indy.

“Non lo abbiamo chiamato perché viene dagli States, ma per quanto ottenuto in passato. Quando si fanno entrare dei ragazzi nelle proprie Academy è per portarli all’apice. Se si ha un sedile libero e uno di questi talenti dimostra di essere pronto, è giusto che venga promosso. Altrimenti c’è qualcosa di sbagliato”, ha considerato il 64enne, quasi a riferirsi al caso Piastri -Alpine.

L’ingaggio del driver di Fort Lauderdale arriva a seguito dell’uscita di scena di Nicholas Latifi, rimasto più impresso per gli incidenti e per i solidi di papà, che per le buone performance. “Era la cosa più opportuna da fare“, ha proseguito il dirigente.

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Un po’ più maliziosa e opportunistica è stata la decisione di rendere pubblica la vicenda proprio al COTA. “Beh, non siamo stupidi. L’abbiamo fatta uscire al momento giusto“, ha riconosciuto la furbizia nella scelta della data per fini di marketing.

Author: Justin Anderson